27/01/2012
Large di Banca Popolare Pugliese
Il conto corrente Large di Banca Popolare Pugliese è l'opzione che può aiutare chi cerca una gestione migliore delle giacenze depositare sul conto corrente stesso.
Il rapporto bancario stipulato con l'apertura del conto Large è di completa flessibilità. Con un canone mensile di 7 euro, potremo effettuare 240 operazioni gratuite nel corso dell'anno più illimitate operazioni PagoBancomat. Ogni operazione in più costerà 2 euro.
Le spese di invio e produzione dell'estratto conto sono completamente gratuite così come le spese di liquidazione ed invio delle comunicazioni di trasparenza.
Il conto corrente Large di Banca Popolare Pugliese predispone anche un servizio di internet banking Digiconto grazie al quale il cliente della banca potrà accedere al proprio conto da qualsiasi terminale ed in qualsiasi momento della giornata avendo così la possibilità di controllare in ogni momento le proprie disponibilità.
La remunerazione delle giacenze sul conto corrente Large di Banca Popolare Pugliese è allineata con il tasso ufficiale della BCE in base alle fasce di giacenza media.
E' poi previsto anche un tasso debito per lo scoperto pari all'Euribor a tre mesi più uno spread di 8,5 punti percentuali.
Per le spese di chiusura del conto corrente Large non sono previste commissioni.
Per l'apertura del contratto è sufficiente che vi rechiate nella più vicina filiale della Banca Popolare Pugliese.
17:14
Scritto da: paperoga159
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25/01/2012
Guida alle nuove agevolazioni fiscali sul risparmio energetico di BlogRisparmio
Un interessante guida redatta da BlogRisparmio.it ci aggiorna sul districato mondo delle agevolazioni fiscali relative al settore del risparmio energetico.
Cosa è cambiato? cosa è rimasto tale all'anno precedente?
Vi consigliamo la lettura della guida per avere un interessante approfindimento a riguardo e chiarirvi le idee sulle agevolazioni fiscali.
18:34
Scritto da: paperoga159
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23/01/2012
Conto zero 24 Banca Popolare Bari
Se siete alla ricerca di un interessante conto corrente che azzera le spese relative al canone mensile di gestione, Zero 24 di Banca Popolare di Bari è il conto che fa al caso vostro.
Nonostante il canone mensile sia gratuito non possiamo certo considerare il conto corrente in questione un prodotto di seconda facia.Tutt'altro. Grazie all'idea avuta dalla Popolare di Bari avremo infatti a disposizione tutti i servizi principali che si richiedono ad un conto corrente stesso.
L'unica spesa alla quale non ci si può sottrarre è l'imposta di bollo.
Scendendo nel particolare, l'operatività via internet è illimitata e gratuita, le spese per le commissioni, l'estratto conto online, la dimiciliazione delle utente, l'accredito dello stipendio e della pensione ed il trasferimento dei pagamenti ricorrenti da un altro conto corrente allo Zero 24 sono completamente azzerate.
Aprendo il conto corrente Zero 24 di Banca Popolare di Bari potremo anche venire in possesso di una carta bancomat internazionale gratuita con la quale effettuare pagamenti e prelievi in tutto il mondo ed una carta revolving, Carta Sì Choice con la quale effettuare tutti gli acquisti desiderati rimborsando poco per volta gli importi.
La carta revolving Carta sì Choice è gratuita il primo anno e gli anni successivi solo se il monte acquisti supererà i 1900 euro.
Per stipuare il conto corrente Zero 24 di banca Popolare di Bari è sufficiente recarsi nella filiale più vicina.
09:37
Scritto da: paperoga159
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21/01/2012
MaxiQuattro Banca Popolare Milano
MaxiQuattro di Banca Popolare di Milano è il conto corrente ad alto tasso remunerativo ideato dall'istituto milanese. Il 4% di interesse sulle giacenze libere, ecco cosa ci garantisce il conto MaxiQuattro.
Scendendo nel particolare dell'offerta vediamo che il tasso di interesse del 4% è offerto ed applicato fino al 30 giugno 2012 sulle giacenze fino a 500 mila euro. Dal 1 luglio 2012 in poi invece, tale saggio di interesse sarà riconosciuto con un tasso di interesse pari all'Euribor ad un meso.
Il tutto con un costo fisso trimestrale di 5 euro.
Grazie a questo semplice canone ci garantiremo movimenti illimitati del conto corrente MaxiQuattro, accredito dello stipendio o della pensione, domiciliazione delle utenze, serivizo internet e phone banking ed il servizio Documenti online per ricevere sul proprio computer gratuitamente la propria posizione bancaria, in alternativa alla produzione dell'estratto conto cartaceo.
Accanto a tutto questo avremo anche una carta Pagobancomat per il prelievo ed il pagamento negli esercizi commerciali convenzionati ed una carta di credito per gli acquisti generali.
Per aprire il conto MaxiQuattro è sufficiente recarsi nella più vicina filiale della Banca Popolare di Milano. Leggere sempre i fogli informativi prima della stupula.
09:36
Scritto da: paperoga159
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20/01/2012
Considerazioni sulla chiusura di Megavideo/Megaupload
Ci sembra doveroso un commento sulla chiusura del network di file hosting e streaming più grande di internet per sollevare un dibattito morale sulla natura di internet stessa.
Non ci soffermeremo a parlare dei fatti di cronaca, della colpevolezza o beatificazione di Megavideo ecc.. vogliamo spostare l'attenzione su un altro punto.
Innanzitutto pare quantomeno strano che tutto ciò avvenga all'indomani del blackout di internet riguardo alla possibile discussione dei disegni di legge statunitensi chiamati SOPA e PIPA. Il tempismo di queste operazioni è sempre un sospetto che fa riflettere.
La seconda questione da far notare è l'intervento dell'fbi è forse più illegale e fuori luogo della presunta illegalità del servizio di Megavideo/Megaupload. L'Fbi si è assunto la responsabilità di chiudere un servizio che permetteva l'upload di materiale sui propri server per la parziale presenza di materiale coperto da copyright sui server stessi. Questo scusate ma è un abominio. Una censura preventiva che fa il verso alla tanto citata censura cinese.
E tutto il materiale legalmente (video, audio, foto) caricato e personale presente sui server chi me lo restituisce? L'Fbi si meriterebbe quantomeno una class action da parte di quegli utenti che da un giorno all'altro si trovano senza la possibilità di accedere a file personali che magari avevano caricato solo lì! Allo stato attuale dei fatti quei file personali, fotografie, documenti, video personali ecc.. sono persi! Grazie Fbi!
Altra questione: i presunti 500 milioni di danno subito dalle varie case detentrici del copyright vogliamo una volta per tutte chiarire come sono calcolati? L'equazione fatta da queste piangenti-miliardarie case di tutela diritti d'autore, che tutto fanno tranne che tutelare seriamente il diritto d'autore degli artisti, è semplicemente grottesca: 1 file scaricato/guardato in streaming = 1 cd/dvd/"download legale" non effettuato/venduto. Ma chi l'ha detto? Dove sta scritto? Per quale motivo dovrebbe sussistere quest'automatismo? Soprattutto quando una della cause del successo di questi siti è la comodità legata alla possibilità di trovare materiale altrimenti introvabile nei vari blockbuster.
Poi: Megavideo/Megaupload, nel bene e nel male ha dimostrato che i tempi per offrire una piattaforma per la fruizione di film in streaming sono ormai maturi. Se il presunto danno procurato da Megavideo/Megaupload è così enorme ed i loro proprietari hanno guadagnano molti soldi (l'Fbi l'ha scoperto oggi?? Megaupload è online dal 2005 e l'abbonamento c'è sempre stato) forse è anche perchè non esiste un uguale alternativa "legalmente" riconosciuta. Finalmente in ambito musica qualcosa si sta muovendo: Spotify, Deezer.. Se le case litigano fra loro e non sono in grado di creare un business plan di successo per monetizzare non diamo tutta la colpa a Megaupload, Videoweed, Rapidshare, Fileserve ed ai loro utenti etichettandoli come farabutti e pirati! Anche perchè, gli utenti divoratori di contenuti "pirata" sono di gran lunga gli utenti che poi in altri modi sostengono l'industria audio-video stessa e l'industria dello spettacolo che gli ruota attorno.
Gli utenti di Megavideo semmai hanno dimostrato che ormai vogliono un servizio che in tutta semplicità gli consenta di vedersi tanti film e telefilm, spesso introvabili altrove, e che sono disposti a pagare per averlo! Detentori di copyright, SVEGLIA!!! Siam nel 2012 non più nel 1995.
Chiunque nel mondo è sempre più connesso ed in modo sempre più veloce. Nello stesso tempo in cui 12/13 anni fa si scaricava una canzone oggi ci si scarica una discografia o ci si guarda un film/telefilm. E' il progresso! tecnologico in questo caso, ma niente altro che il cambiamento dei tempi.
Cosa pensano di ottenere dalla chiusura di uno di questi servizi? Il tutto iniziò con Napster, venne chiuso nel 2001. Non mi sembra da quel momento si sia ottenuto molto contro la pirateria. Invece che trovare una formula, un prodotto che possa pian piano soddisfare consumatori, produttori e detentori di copyright, si prosegue nella medievale regola del colpirne uno per educarne 100. Il proibizionismo in salsa internet, patetico.
I fondatori di Megavideo/Megaupload non sono sicuramente dei santi, sapevano benissimo cosa stavano facendo e quali acque torbide potessero smuovere lucrando su un servizio anche grazie a materiale di cui non possedevano i diritti. Tuttavia ammazzare il servizio non può fare altro che essere controproducente per i copyrighter stessi: si inimicano ancor di più il popolo della rete e la questione assume una cassa di risonanza tale che chi ancora non era avvezzo a streaming e download, ne viene a conoscenza. Se i fondatori di Megavideo hanno avuto un comportamento quantomeno discutibile, il servizio in sè non ha nulla di illegale! Renderlo totalmente inaccessibile signori è censura!
Un esempio: si poteva operare seriamente nell'obbligare gli amministratori di Megaupload ad introdurre un servizio di riconoscimento del contenuto protetto (vedi l'esempio del ContentID di Youtube!). Gli yankee americani invece, non si smentiscono mai e per l'ennesima volta si innalzano a giudici supremi e decidono loro (non si sa bene con quale autorità: la società è registrata ad Hong Kong, il tizio risiede in Nuova Zelanda) cosa va e cosa non va!
E ancora: Rischiano 50 anni di galera? Scusate ma su quali basi? Cioè quindi da domani mattina chiunque metta online un sito di file hosting e chieda il pagamento di un abbonamento per accedere a servizi accessori, potenzialmente rischia 50 anni di galera? Si, no, boh? Avvisateci, grazie!
Non sottovalutiamo il danno culturale annesso a questa decisione dell'Fbi. Tralasciando per un attimo il discorso economico e di diritto d'autore, la perdita di milioni di film (molti di qualità e di difficile reperibilità) ha troncato un sistema di arricchimento culturale e personale enorme! Esempio: Abiti in una zona periferica, il blockbuster o negozio di dvd è lontano da te (oppure non c'è) e rifornito di soli film commerciali e tu vuoi vederti pellicole di qualità (che ne so esempio: Hitchcock, Welles, Herzog, Bertolucci ecc..) Megavideo ti dava la possibilità di vederti queste opere. Tutto questo non vale qualche soldo??
Seguendo il ragionamento dell'azione effettuata dall'Fbi allora chiudiamo Youtube perchè, nonostante tutto, materiale coperto da copyright sui suoi server ce n'è, chiudiamo Facebook perchè se condivido un contenuto senza possederne i diritti faccio illegalità e chiudiamo i motori di ricerca perchè consentono di trovare miliardi di link di file che violano i diritti d'autore. E poi magari chiudiamo Wkipedia, perchè da quando esiste probabilmente è la causa del calo delle vendite di enciclopedie cartacee. (Vedi i disegni di legge SOPA e PIPA)
Ultima domandona: Ma l'Fbi non ha proprio niente di meglio da fare? Dopo BinLaden ed il terrorismo il nuovo grosso male del mondo è rappresentato dalla "presunzione di pirateria online"? Bombarderemo Hong Kong o le Bahamas poichè possiedono "server di distruzione di massa del copyright".
A Wall Street?? E nelle sedicenti agenzie di rating?? Tutti stichi di santo??
23:01
Scritto da: paperoga159
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19/01/2012
In cosa investire nel medio-lungo periodo
Con questo articolo cerchiamo di analizzare la situazione economica attuale e capire quali buoni strumenti possono essere scelti se stiamo cercando un solido investimento nel medio-lungo periodo. E' chiaro a tutti che la situazione attuale non lascia presagire miracoli. I sacrifici in questo 2012 saranno molti, seri e all'orizzonte il clima di incertezza regna sovrano un po' ovunque.
Impostare qualcosa e pensare per un periodo di tempo medio-lungo sembra al momento la scelta più oculata. Quando parliamo di medio-lungo termine significa agire alla base del nostro bilancio e dedicare attenzione costante e prolungata fin da ora riuscire ad ottenere frutti in un futuro prossimo.
E' la tattica della formichina, non si lavora per ottenere un qualcosa tutto subito ma le energie sono diluite nel tempo.
Dove investire quindi oggi per impostare un futuro leggermente più tranquillo? La risposta certo non è univoca. La ricetta magica non esiste e soprattutto le variabili in gioco sono infinite. Un buon punto di partenza lo possiamo stabilire andando ad esempio a considerare i conti deposito.
Negli anni addietro una soluzione gettonata per questo tipo di investimento nel lungo periodo era il classico libretto di risparmio. Oggigiorno, il conto deposito, in linea di massima si fa preferire perchè i costi di apertura sono molto bassi, la gestione e semplice ed economica e può essere intestato anche ad un figlio minorenne. Inoltre, cosa da non trascurare, il rendimento è attualmente non di poco superiore rispetto ai classici libretti di risparmio. In casi di deposito vincolato per alcuni anni si può arrivare a spulciare un 4,5% lordo.
Sul conto deposito i risparmi sono al sicuro e, data la natura stessa del conto, la banca tende relativamente a premiare la nostra scelta poichè trova un capitale "dormiente e stabile" dal quale attingere per movimentare i propri interessi. Questa opportunità, in questo periodo storico, tende relativamente a premiarcela restituendoci un tasso di interese che certamente non fa girare la testa ma che messo sulla bilancia dello stato attuale dell'economia non è certo da buttare.
Nel blog potete trovare molti spunti in relazione ai conti deposito.
09:35
Scritto da: paperoga159
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17/01/2012
Finanziare film e documentari
Oggi parliamo di un fenomeno che, grazie all'avvento di un mondo internet sempre più sociale, sta crescendo molto.
E' il fenomeno del crowdfunding. La raccolta fondi. Nulla di nuovo sotto il sole, le raccolte fondi per finanziare e sostenere economicamente questo o quel progetto sono sempre esistite. Il web 2.0 offre però un ulteriore volano per riuscire a portare alla luce progetti interessanti e raccogliere finanziamenti in denaro.
La raccolta fondi o crowdfunding si estende ai progetti più diversi, cinema, arte, musica o progetti personali. Varie piattaforme, perlopiù in lingua inglese sono dedicate a questo. Tuttavia, anche in Italia stanno sorgendo alcune piattaforme di raccolta di soldi per finanziare determinati progetti.
Oggi vogliamo segnalare in particolare come finanziare e sostenere economicamente la produzione di film e documentari. Ovvero il crowdfunding cinematografico/documentaristico!
Il sito in questione è Produzionidalbasso.com. Accedendo al sito potremo visionare i progetti postati, e decidere se acquistare una quota e quindi finanziare la realizzazione dei film o dei documentari. Potremo acquistare 1 o più quote a seconda della nostra volontà. Generalmente ogni quota costa 10 euro.
In cambio dell'acquisto della quota, i produttori del documentario o film ci possono ringraziare inviandoci gadget, dvd, inviti ringraziamenti speciali ecc.. come segno di riconoscimento verso il nostro gesto di sostentamento della loro produzione.
Produzionidalbasso.com è un bellissimo modo per finanziare e sostenere economicamente quei documentari o film che troppo spesso restano incompiuti a causa delle mancanze economiche. La crisi e lo scarso interesse delle banche o finanziarie verso questo tipo di progetti spesso non consente di prestare i soldi per la realizzazione dei progetti.
Ecco che Produzionidalbasso.com prova a creare una breccia e rendere più attiva e partecipativa la comunità nel realizzare progetti culturalmente validi ed interessanti. Acquistando una o più quote dei progetti potremo anche considerare "un po' nostro" quel film o quel documentario.
Sosteniamo l'economia dal basso e le Produzioni dal basso! I film, i documentari o qualsiasi altro progetto meritevole.
09:35
Scritto da: paperoga159
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