12/11/2011

Cosa succede se cresce lo spread

In questi giorni si parla incessantemente di spread. Ma cosa accade se lo spread aumenta o cala? Che cosa cambia per noi comuni contraenti di prestiti e mutui se lo spread cresce o diminuisce?

Tutti ne parlano ma, come di consueto, pochissimi spiegano la cosa. Proviamoci noi!

Lo spread di cui si sente parlare in questi giorni è la differenza fra i buoni di stato tedeschi (quelli di riferimento perchè ritenuti i migliori) e quelli italiani. Più cresce più quelli italiani sono ritenuti spazzatura.

Lo spread bancario è poi il ricarico che ogni banca sceglie di avere su un mutuo. Ogni volta che noi stipluliamo un finanziamento, la componente degli interessi che andremo a pagare sarà composta dagli interessi stessi e lo spread, ovvero il guadagno vero e proprio che si tiene la banca.
Generalmente tale valore oscilla fra lo 0,5% ed il 2%. Un aumento dello spread dovuto alla crisi ha un effetto bello e buoni sui nostri mutui e prestiti, per il semplice fatto che questi di conseguenza diventano più alti! E c'è poco da fare..

In sostanza, se lo spread nazionale cresce, poichè in questo momento storico il sistema-paese Italia non è in grado di dare la fiducia che i mercati ci chiedono, le nostre banche si trovano "costrette" a fare lo stesso poichè l'innalzamento dello spread comporta che loro stesse si trovano a dover pagare di più per ottenere denaro in prestito dalla BCE. Di conseguenza la nostra banca questo "di più" lo viene a chiedere alle nostre rate!

Le conseguenze sono presto tratte: l'accesso al credito (richiedere un mutuo) diventa più difficile poichè la banca vuole maggiori tutele e di conseguenza i mutui si alzano.

Logicamente uno spread basso comporta le conseguenze opposte: Mutui più bassi e accesso al credito più semplice.

Senza scendere del merito politico della faccenda, che cosa fare? C'è poco da fare, intervenire subito! Come intervenire? Ci sono molti modi e qualsiasi governo deve assumersi le responsabilità di frlo ma per una buona volta facciamo pagare soprattutto chi fino ad ora è stato ingiustamente salvaguardato! Solo così si possono far digerire alla popolazione misure restrittive!

Si signori, i ricchi ed i privilegiati bisogna farli piangere stavolta, ma per davvero!

12/05/2010

Class action contro banca Intesa San Paolo verso l'accordo

La class action del Codacons contro la banca Intesa San Paolo, la prima class action della storia italiana contro un gruppo bancario, è iniziata.

In particolare la class action è nata poichè Intesa San Paolo era stata accusata di aver applicato delle commissioni nei confronti dei suoi correntisti giudicate illecite dall’Associazione dei Consumatori.
Il PM Raffaele Guariniello, dopo aver visto alcuni rilievi effettuati dall’Antitrust, ha confermato la leggittimità del ricorso del Codacons.

Secondo le prime indiscrezioni si prospetta un accordo fra le due parti contendenti e cioè il ritiro dell'azione giudiziaria legato alla cessazione di tutte le clausole vessatorie che hanno comportato sovracosti ai correntisti.

Il Codacons però è intenzionato ad andare fino in fondo a questa storia e tramite il presidente Carlo Rienzi fa sapere che l'accordo è possibile se Intesa San Paolo, oltre ad eliminare le presunte vessazioni, offrisse a tutti i suoi correntisti impegnati nella class action un risarcimento, anche simbolico.

Indipendentemente da come andrà a finire un segnale forte questa vicenda lo ha già dato: la class action è una strada da perseguire!

Rappresenta infatti uno stimolo importante a non rinunciare mai ad intraprendere le vie legali e, soprattutto, a rintracciare consumatori nella nostra stessa situazione, in modo da intraprendere una causa legale non singolarmente ma a gruppi di persone.

La prima udienza del processo contro banca Intesa San Paolo è fissata per fine maggio.

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26/03/2010

Extrabanca: l'istituto dedicato agli immigrati

Finalmente qualcosa si sta muovendo nel settore bancario per aiutare gli immigrati residenti sul territorio italiano. A Milano nasce infatti Extrabanca, il primo istituto di credito dedicato ai cittadini stranieri.

Extrabanca sarà una nuova banca con la multiculturalità al centro della propria attività di lavoro.

Tutti i documenti, l'assistenza fornita agli sportelli ecc.. saranno disponibili e tradotti in 13 diverse lingue ed inoltre Extrabanca vuole essere il più disponibile possibile verso i propri clienti tenendo gli uffici aperti fino alle 19.00, anche di sabato ed in alcune occasioni persino di domenica.

I primi prodotti lanciati da Extrabanca saranno l'ottimo conto corrente senza canone "Extrazero" ed il libretto di risparmio, indicizzato al 3% e denominato "“Extrarisparmio".

Ma Extrabanca non vuole essere un punto di assistenza sociale ed economica per i propri clienti ma una banca vera e propria con un ambizioso piano di crescita che prevede 130.000 clienti entro il 2015, con 90 milioni di euro di ricavi.
Attualmente può già contare importanti azionisti, come Assicurazioni Generali e Fondazione Cariplo.

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16/01/2010

Le banche italiane promettono più trasparenza

Dopo i numerosi richiami giunti da Bruxelles, forse è la volta buona ed anche le banche italiane dovranno migliorare il rapporto di chiarezza e trasparenza verso i propri clienti. Il 2010 potrebbe essere un anno di svolta in questo senso.

Stando alla normativa sulla trasparenza bancaria emanata da Bankitalia lo scorso luglio, il dialogo tra banca e clienti dovrebbe diventare più facile e senza i soliti intoppi burocratici o clausule microscopiche piè di pagina.

In sostanza la normativa promette una semplificazione della documentazione con schemi di facile comprensione e chiarezza nelle condizioni dei vari prestiti, mutui, conti correnti ecc...

In particolare i foglietti informativi devono essere messi a disposizione del pubblico, devono includere i tempi massimi per la chiusura del rapporto dal momento della richiesta e devono riportare chiaramente il costo complessivo del prodotto e tutte le voci di costi aggiuntivi (es. taeg), oltre che essere pubblicati obbligatoriamente sui siti internet delle banche.

Nota molto importante: spariranno le clausole in caratteri minuscoli ed i documenti dovranno essere organizzati in modo di essere facili da leggere e soprattutto comprendere.

Speriamo vivamente che tale normativa venga totalmente rispettata.

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06/01/2010

Fido sul conto BancoPosta

Forse non tutti i proprietari di un conto corrente BancoPosta sono a conoscenza del fatto che anche per BancoPosta di Poste Italiane esiste un Fido bancario a loro disposizione.

Il fido è quello strumento che aggiunge sicurezza al vostro conto corrente e si basa nel rapporto di fiducia tra voi e la vostra banca, in questo caso fra voi ed il conto corrente di BancoPosta.
Perchè è importante avere un fido bancario adeguato? Per affrontare con serenità tutti quegli imprevisti che ci possono piombare addosso. Il fido infatti si configura come una riserva di denaro a cui attingere per affrontare sprese in un momento in cui non abbiamo denaro a sufficienza.

Il Fido BancoPosta è molto semplice: in pratica potremmo fare prelievi e utilizzi di denaro anche se questi vanno oltre al nostro saldo disponibile sul conto corrente di BancoPosta, a patto che questa operazione si svolga entro i limiti del fido accordato.

In particolare è bene èrecisare che la linea di credito adottata è proporzionale al reddito mensile accreditato, singolo o cumulato con il reddito di un cointestatario.
Tutte le volte che le disponibilità lo consentiranno, il Fido andrà a ripristinarsi automaticamente mediante accrediti.

14:11 Scritto da paperoga159 in Banche | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

07/10/2009

Banche italiane poca finanza e più patrimonio

Il peso della finanza speculativa sul complesso dell’attività dei grandi gruppi bancari europei non è uniforme e l’invito dell’Ecofin di Göteborg affinché le banche siano «meno avide» si rivolge a una platea diversificata di destinatari.

In effetti, mentre nel Regno Unito, in Francia e in Germania i maggiori gruppi bancari presentano una composizione dell’attivo squilibrata sulle attività finanziarie, ciò non avviene per le grandi banche italiane e a maggior ragione per quelle di minori dimensioni fortemente legate al territorio.

Dai dati al 31 dicembre del 2008 relativi a un campione di 29 gruppi bancari europei, risulta che l’attivo dei gruppi italiani è costituito per il 63% da crediti verso la clientela e solo per il 18% da attività finanziarie, mentre il dato medio europeo indica valori del 38% per i crediti e del 47% per le attività finanziarie. Vi sono gruppi bancari come Deutsche Bank, Credit Suisse, Ubs, Barclays, BNP Paribas e Dresdner con valori inferiori al 30%.

La forte propensione nei riguardi del l’intermediazione creditizia che caratterizza le banche italiane è frutto di una finanza d’impresa che, accanto all’autofinanziamento, ha tradizionalmente privilegiato l’accesso al credito bancario per finanziare gli investimenti.

È proprio per questa dipendenza delle imprese dalle banche che il tema dell’accesso al credito bancario assume importanza cruciale nel nostro Paese. Anche se non è possibile parlare di un diritto al credito, perché il rilievo sociale dell’attività bancaria va collegato con il carattere privato della banca come impresa, non v’è dubbio che le banche debbano essere in grado da un lato di evitare il razionamento del credito che aggrava una situazione già molto difficile e dall’altro lato di attuare scelte di finanziamento coerenti con i propri equilibri di gestione e di struttura finanziaria.

Alle banche italiane di fatto si chiede di svolgere una funzione anticiclica, funzione che sarebbe notevolmente facilitata da un orientamento giurisprudenziale meno propenso a identificare nel credito bancario concesso alle imprese in difficoltà i presupposti di una violazione della par condicio dei creditori, quando dette imprese incorrano nel fallimento, con la conseguente imputazione penale in capo alle banche del reato di concorso in bancarotta preferenziale.

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31/08/2009

Le banche italiane son sempre più sicure

Buone notizie dal settore bancario in ambito di sicurezza. Le ultime misure di sicurezza messe in campo sembrano dare i loro frutti ed infatti calano le effrazioni verso gli istituti bancari.

Le rapine allo sportello subiscono cosi un importante calo del 27% rispetto all'anno precendente, continuando a seguire in trend che era fra l'altro già stato tracciato lo scorso anno.

Se lo sportello però è diventato meno appetibile per i rapinatori, non si può certo dire la stessa cosa per gli sportelli automatici esterni alla banca stessa. Qui, nonostrante l'impegno e lo sforzo economico messo in campo, gli sportelli automatici restano il bersaglio preferito da parte dei malintenzionati.

Lo studio Ossif specifica che per ridurre ancora di più il furto di denaro dagli sportelli bancomat sarebbe determinante l'aiuto da parte di tutti noi. Infatti, il fenomeno dei furti, nonostante sembri in calo, dal punto di vista numerico, avviene ancora perchè è troppo alto il desiderio da parte nostra di "possedere" il denaro contante nei nostri portafogli, preferendolo ancora alle moltissime carte di pagamento, di credito ecc...

Se si riuscisse a ridurre al minimo la circolazione di moneta e quindi la sua presenza all'interno degli sportelli e delle casseforti delle banche, di conseguenza il furto alla banca non farebbe più gola ai delinquenti e si contribuirebbe a rendere molto più sicure anche le nostre città.

14:00 Scritto da paperoga159 in Banche | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook